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	<title>Pazzoide&#187; gelmini</title>
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	<description>Blobzine di scritture collettive</description>
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		<title>Bocciare, bocciare, bocciare</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 15:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Tedeschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Per me bocciare un ragazzino è come sparare sulla Croce Rossa. È un autogol. Figurarsi cosa posso pensare di chi è felice se i bocciati aumentano perché così ci sarebbe più rigore. C'è niente di più misero?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo dico subito: per me bocciare un ragazzino – che è ancora all&#8217;interno di un processo di apprendimento – è come sparare sulla Croce Rossa. È un autogol. È come dichiarare che si è fallito. Figurarsi cosa posso pensare di chi è felice se i bocciati aumentano perché così ci sarebbe più rigore! C&#8217;è niente di più misero? Eppure da un po&#8217; di tempo, anche a scuola, il vento è cambiato.</p>
<p>Andiamo con ordine. Estate. Invece di mandare in vacanza la sua bocca, il ministro Gelmini si dedica al suo sport preferito: cavalcare per l&#8217;ennesima volta la parola &#8220;meritocrazia&#8221;. Come si fa infatti, dopo aver tagliato selvaggiamente fondi e docenti della scuola pubblica, a tentare di giustificarne un finto miglioramento? Semplice: prendendosela con i ragazzi. Punendoli. E, indirettamente, con le loro famiglie, con i docenti, con se stessi. In una parola: bocciando.</p>
<p>Come dimostrano tutte le vicende di Papi-Berlusconi con le sue veline, il Governo in carica non è minimamente interessato né alla democrazia né alla meritocrazia. Eppure nel Paese dei Balocchi di un premier-Pinocchio, la fatina Turchina – scusate, la fatina Gelmini, – seguendo l&#8217;esempio di Mangiafuoco Brunetta, continua a raccontarci la favola bella – e che ancora illude tanti italiani, troppi – di una meritocrazia che tutto dovrebbe salvare. Fuori e, quel che è peggio, anche dentro alla scuola pubblica.</p>
<p>L&#8217;occasione retorica? I recenti dati sull&#8217;aumento del numero dei bocciati nella scuola pubblica italiana – i dati delle private e dei vari corsi a pagamento naturalmente non fanno testo, lì i diplomi hanno un prezzo. Possiamo parlare di un record: 15000 bocciati. Alle superiori oltre il 3% in più rispetto allo scorso anno scolastico (erano il 2,5%). Il maggior numero negli istituti professionali, dove il 23% degli studenti non passa all&#8217;anno successivo. Seguono gli istituti tecnici con il 16,3% e gli artistici con il 16%. I più bravi sono i ragazzi del liceo classico (ma va?), seguiti da quelli del liceo scientifico e linguistico.</p>
<p>E per chi non è stato bocciato, la parola d&#8217;ordine resta una: recuperare. Sono infatti 30 mila gli studenti in più (sospesi) che hanno riportato almeno una insufficienza. E dovranno, quindi, recuperare entro l&#8217;inizio del prossimo anno scolastico il &#8220;debito formativo&#8221; (e fa un po&#8217; ridere questa parola, &#8220;debito&#8221;, in bocca a chi ha solo saputo &#8220;tagliare&#8221;. E alle medie? Stessa musica: 12 mila respinti in più, un vero record. E magari quest&#8217;altro anno, se siamo fortunati, si migliora ancora e si fa una bella strage di innocenti modello Erode anche negli asili e nelle scuole elementari.</p>
<p>Beh, di fronte a questi dati catastrofici, che fa la fata Gelmini? Un minimo di autocritica? Qualche dubbio? Neppure per sogno! Anzi, per lei questi sono numeri magici che si prestano a imbambolare mamme e papà italiani con nuove e raggianti frasi di propaganda per la scuola del Paese dei Balocchi. &#8220;Una scuola che promuove tutti è una scuola che non fa il bene del ragazzo&#8221;, commenta visibilmente soddisfatta la fatina. E aggiunge: &#8220;Non fa mai piacere quando il ragazzo viene bocciato, ma la scuola deve assumere il compito di educare e anche segnalare quando ci sono delle lacune. Bisogna quindi premiare chi si impegna durante l&#8217;anno. Perchè ci deve essere una differenza tra chi si dedica allo studio e chi invece no&#8221;.</p>
<p>Sono parole così ovvie che a prima vista potrebbero apparire sensate. Non lo sono. Chi è bocciato è un asino: questo sostiene la finta fatina. Troppo poco per un Ministro all&#8217;Istruzione di una scuola pubblica. E chi fa propaganda sulle bocciature? Non è un asino ma un eroe? Ma non scherziamo! La verità è che le bocciature sono la classica foglia di fico che evidenzia le vergogne della riforma Gelmini.</p>
<p>Non potendo conciliare qualità dell&#8217;insegnamento con i tagli selvaggi, la finta-fatina fa retorica d&#8217;accatto senza ritegno. La meritocrazia è solo un riflesso condizionato di un&#8217;impostazione di società e di scuola tipicamente economicista: lo Stato-Azienda, la Scuola-Azienda. La formulazione è lapalissiana: dare più soldi e prestigio a chi lavora meglio, darne meno a chi lavora peggio. Crea consenso, certo. Tutti sono d&#8217;accordo. Finché riguarda gli altri. Quando poi si inizia a indagare su cosa sia il meglio o il peggio, soprattutto nella scuola, le cose si complicano.</p>
<p>Prendiamo i docenti. Don Milani, Loris Malaguzzi o Gianni Rodari, oggi, sarebbero considerati studenti o docenti meritevoli? O, piuttosto, facinorosi? Insomma, patetiche rassicurazioni della Gelmini a parte, le domande su una scuola italiana sempre più tartassata rimangono. Sempre più drammatiche e urgenti. Soprattutto quelle riguardo alla qualità, sempre più scadente. E alle difficoltà sempre più grandi, sia per chi sta da una parte e sia per chi sta dall&#8217;altra parte della cattedra.</p>
<p>Per esempio, quante volte un docente riuscirà a fare il giro delle interrogazioni con più di 30 alunni in una classe? Risolvere tutto con i quiz come accade con l&#8217;Invalsi? Optare per una Maturità a punti come con la patente? E se i nostri figli non imparano ad esporre le loro argomentazioni? A parlare in pubblico? Con tutti i tagli di personale della scuola pubblica Gelmini come conta di garantire la continuità didattica? I tagli sono per caso un regalo alle scuole private che avranno manodopera a basso costo?</p>
<p>Ormai lo sappiamo: la finta fatina Gelmini, quando parla di qualità della scuola, ha in mente solo un modo per tenere in riga gli studenti con bocciature e voti in condotta – come fossero tanti soldatini, tante bamboline. Non vi ricorda nessuno?</p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>Fonte</strong>:</p>
<p>L&#8217;articolo pubblicato <a title="Il Primo Amore" href="http://www.ilprimoamore.com/testo_1526.html" target="_blank">qui</a> è stato scritto da Giuseppe Caliceti.</p>
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