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	<title>Pazzoide&#187; Controinformazione</title>
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	<description>Blobzine di scritture collettive</description>
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		<title>FAQ &#8211; Libertà di stampa</title>
		<link>http://www.pazzoide.com/faq-liberta-di-stampa.html</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 10:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Tedeschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è la libertà di stampa in Italia? La stragrande maggioranza dei cittadini si crea un’opinione basandosi su media omologati?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C’è la libertà di stampa in Italia?</strong><br />
Certo, è garantita dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato. E in Italia chiunque può fare un giornale d’opposizione &#8211; ne sta anche nascendo <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/">uno nuovo</a> &#8211; e se non ne ha i mezzi economici può aprire un sito o un blog e scrivere quello che  gli pare.</p>
<p><strong>E allora dov’è il problema?</strong><br />
Per capirlo bisogna prima di tutto rovesciare il cannocchiale e capire che il problema di fondo non è la libertà di manifestare con ogni mezzo le proprie idee: il problema è la pluralità delle fonti a cui i cittadini attingono abitualmente le informazioni e le opinioni da cui poi si fanno un’opinione propria.</p>
<p><strong>Che cosa significa?</strong><br />
Significa che non bisogna vedere la cosa dal punto di vista dell’emissione delle notizie ma da quello della ricezione. Come s’informano gli italiani? A quali media attingono contezza dei fatti e confronto fra opinioni? A un bacino di media molto diversi tra loro per impostazione politica e culturale o no? Ecco: se la stragrande maggioranza delle persone attinge fatti e opinioni da media che hanno una sola impostazione politica e culturale, la situazione non è sana.</p>
<p><strong>Qualche esempio?</strong><br />
Per iniziare, da sempre solo un decimo degli italiani acquista quotidiani. Gli altri nove decimi hanno come fonte di informazione prevalente o unica la televisione. E degli otto canali televisivi nazionali, cinque sono controllati dal governo (Raiuno, Raidue e i tre di Mediaset), uno sta con l’opposizione (Raitre) più due minori abbastanza neutrali (La7 e Sky).</p>
<p><strong>Beh, gli italiani non sono mica costretti a vederli, lo fanno di loro volontà.</strong><br />
Certo. Ma non si può dire che sia sano un sistema informativo nel quale &#8211; anche per abitudini storiche consolidate nelle famiglie da decenni &#8211; nove italiani su dieci attingono solo a un’informazione omologata.</p>
<p><strong>Possono sempre acquistare i quotidiani.</strong><br />
Sì, ma anche qui entrano in gioco abitudini storiche. Dal 1945 a oggi gli italiani comprano in media meno di sei milioni di quotidiani al giorno. Non è che all’improvviso tutti corrono all’edicola perchè la tivù è omologata, anche perchè la maggior parte dei cittadini neppure se n’è accorta di questo processo graduale di omologazione. E comunque anche nei quotidiani non è che stiamo tanto bene come pluralità.</p>
<p><strong>In che senso?</strong><br />
Nel senso che se prendiamo i più diffusi quotidiani d’informazione, vediamo che solo due sono d’opposizione, La Repubblica e l’Unità. Poi ce sono quattro (Il Giornale, Il Tempo, Il Quotidiano Nazionale, Libero) dichiaratamente con il premier. E due, molto importanti, che recentemente hanno svoltato e ora sono molto più prudenti con il premier.</p>
<p><strong>Quali?</strong><br />
Il Corriere e La Stampa. Non è un segreto per nessuno che le <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/12/berlusconi-contro-corriere-stampa.shtml?uuid=add43768-c0a2-11dd-b2c0-736ae4b7529a&amp;DocRulesView=Libero"> precedenti direzioni erano sgradite</a> al premier. E i due direttori infatti sono saltati dopo le elezioni vinte dal premier. Così come non è un mistero che le attuali direzioni siano molto più morbide e accettabili per il governo.</p>
<p><strong>Quindi?</strong><br />
Quindi in Italia ci sono di fatto solo due quotidiani d’opposizione abbastanza diffusi, che comunque non arrivano insieme al milione di lettori.</p>
<p><strong>Se la gente li compra poco, sono problemi loro.</strong><br />
La gente li compra più o meno come li ha sempre comprati negli ultimi anni. Chi si occupa di media sa bene che le abitudini storiche contano. Per esempio, Panorama è nato e si è affermato nei decenni come settimanale “liberal”, ora invece appartiene al premier ed è apertamente di destra: ma intanto ha fatto propri i mezzi economici, la diffusione del brand, l’abitudine all’acquisto, il know how professionale e tante altre cose che ne garantiscono la diffusione. Si pensi anche al Corriere e al Tg1: sono due grandi testate con un pubblico storico, ma il loro recente cambiamento di linea (diventata molto cauta nel primo caso e apertamente filogovernativa nel secondo) ha ridotto la pluralità e la disomogeneità dell’informazione a cui abitualmente attingono gli italiani.</p>
<p><strong>Quindi?</strong><br />
Quindi il problema è che &#8211; mettendo insieme la situazione televisiva e quella dei quotidiani &#8211; il 90-95 per cento degli italiani non attinge più ad alcuna fonte d’informazione critica vero il governo. Ha informazioni e pareri solo benevoli verso il premier, o tutt’al più prudenti e neutrali. E questa non è una situazione sana in una democrazia. Se poi ci mettiamo anche il fatto che gli unici due quotidiani d’opposizione sono stati portati in tribunale dal premier…</p>
<p><strong>Beh, il premier è un cittadino come gli altri, può portare in giudizio chi gli pare.<br />
</strong>Che sia un cittadino come gli altri è difficile da dirsi, visto che ha fatto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Alfano">una legge</a> che lo rende ingiudicabile. Ad ogni modo: sì, in termini giuridici il premier può citare chi gli pare, ma in termini politici è un fatto molto pesante. Nelle democrazie occidentali è rarissimo che un capo del governo in carica citi in tribunale i quotidiani che gli si oppongono. Perfino D’Alema quando divenne premier rimise tutte le cause che aveva intentato. Il sospetto che ci sia un’intimidazione è molto forte.</p>
<p><strong>Beh, sarà il tribunale a decidere se Repubblica e l’Unità hanno ragione o torto.<br />
</strong>Sì. fra sei o sette anni. Intanto resta l’intimidazione. La stessa cosa che è stata fatta con l’Avvenire.</p>
<p><strong>La questione Boffo?</strong><br />
Esatto. Al premier dava molto fastidio che il quotidiano dei vescovi attaccasse proprio lui, che si presenta come paladino dei cattolici e amico della Chiesa. Non era tanto il quotidiano in sé &#8211; che vende pochino &#8211; ma l’eco che ogni attacco aveva negli altri media, anche stranieri. Fosse o meno al corrente della prima pagina del Giornale su Boffo, è chiaro che avere chiamato un “picchiatore” editoriale come Feltri (che ben conosceva, avendolo avuto nel gruppo per quasi quattro anni) era finalizzato ad attaccare i suoi avversari, incluso Boffo.</p>
<p><strong>Alla fine Boffo si è dimesso…</strong><br />
Appunto, ma il problema non è né lui né l’Avvenire: il problema è che gli attacchi personali a Boffo, così come quelli a Ezio Mauro e ad altri, hanno lo scopo di “convincere” tutti i giornalisti e i direttori che è meglio per loro se non criticano il premier. Se osano farlo, sanno che c’è un gruppo politico-mediatico, che può avvalersi anche di professionisti di “intelligence”, che passerà al setaccio il loro passato e il loro presente per scoprire se hanno pagato in nero una colf, se si fanno le canne, se sono mai andati a prostitute, se hanno sempre versato il canone della Rai etc. Solo in Italia, tra le democrazie, esiste un capo di governo che ha dei media e delle “barbe finte”, e li usa entrambi per deligittimare i suoi avversari.</p>
<p><strong>Ma cosa c’entra l’intelligence? La solita storia dei servizi deviati?<br />
</strong>Alt, nessuno è in grado di dire che il premier abbia mai usato uomini dei servizi. Ma esistono le sicurezze private. Chi ha organizzato<a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/05/31/come-andata-veramente/"> il set con registratori e macchine fotografiche nascoste per intrappolare</a> L’espresso a fine maggio, cosa finita il giorno dopo sul Giornale? Chi ha passato al Giornale la velina su Boffo “omosessuale molestatore”?</p>
<p><strong>Comunque, se dai giornali torniamo alle tivù, ci sono anche La7 e Sky, su cui finora si è sorvolato.</strong><br />
Sì. La7 non ha una linea antigovernativa, ma nemmeno apertamente filogovernativa. Tuttavia questo a Berlusconi non basta e adesso ci sta mettendo le mani, ed è probabile il cambio di direttore con uno più schierato: Telecom, proprietaria de La7, ha tutto l’interesse (per motivi economici) a intrattenere buoni rapporti con il governo ed è quindi facile che lo assecondi. Ma c’è anche un altro scenario, cioè l’ingresso nella proprietà del tycoon tunisino Tarak Ben Ammar, che è vicinissimo a Berlusconi, e anche suo socio in Nessma tv. In questo caso anche La7 diventerebbe apertamente filoberlusconiana.</p>
<p><strong>E Sky?</strong><br />
Ammesso che si possa definire antiberlusconiana (il che non è), ricordiamoci che giunge a meno di un decimo degli italiani, i quali comunque ne guardano soprattutto il calcio. E in ogni caso Berlusconi a Sky sta facendo una guerra serrata, sia in veste di premier sia come proprietario di Mediaset, per ridurne ulteriormente il peso: gli ha raddoppiato le tasse, ha speso una valanga di soldi pubblici per imporre il digitale terrestre (che toglie molti abbonati a Sky), ha fatto togliere i canali satellitari Rai dal pacchetto Sky, si è perfino inventato una piattaforma satellitare Rai-Mediaset in funzione anti Sky. E gli abbonati a Sky infatti non crescono più, sono fermi sotto i cinque milioni.</p>
<p><strong>Resta Raitre.<br />
</strong> Sì. Anche se i segnali che arrivano in questi giorni non lasciano molto spazio all’ottimismo. Si parla di cancellare<a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-3/pdl-rai3-/pdl-rai3-.html"> alcune trasmissioni</a> non gradite al premier. Ed è in forse<a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-3/santoro-1set/santoro-1set.html"> la voce più critica</a> verso il premier.</p>
<p><strong>Ricapitolando?<br />
</strong> Ricapitolando in Italia abbiamo la stragrande maggioranza dei cittadini che si fa un’opinione basandosi su media omologati. Restano fuori da questa omologazione due quotidiani (il cui spazio di critica il premier cerca di ridurre drasticamente attraverso offensive mediatiche, citazioni in tribunale e delegittimazioni personali) e una rete Rai (che Berlusconi sta cercando di purgare dalle sue voci più critiche).</p>
<p><strong>In tutto ciò però non abbiamo parlato di Internet.<br />
</strong> Non ne abbiamo parlato per non svegliare il cane che dorme. Sulla Rete infatti Berlusconi è indietro. E’ un tycoon televisivo di 73 anni, probabilmente pensa che la Rete non modifichi le opinioni e non sposti il consenso. Sul breve ha ragione, perché gli italiani che si informano via Internet sono ancora una minoranza. Specie nella massa elettorale che lui definisce “con un’intelligenza da dodicenne che non sta nemmeno al primo banco”. Sul lungo può avere torto.</p>
<p><strong>Quindi?</strong><br />
Quindi non serve a molto gridare alla “libertà di stampa minacciata”, perché trovi sempre qualcuno che ti dice che esiste il Tg3, esiste il Manifesto e così via. Serve invece capire i meccanismi con cui Berlusconi sta riducendo drasticamente la pluralità e la disomogeneità politico culturale dei media a cui attingono gli italiani. E serve lavorare per andare nella direzione opposta, provando ad aumentare il più possibile questa pluralità.</p>
<p>***</p>
<p><strong>Fonte:</strong></p>
<p>L&#8217;articolo pubblicato <a title="Piovono rane" href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/03/liberta-di-stampa-faq/" target="_blank">qui</a> è stato scritto da Alessandro Gilioli.</p>
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		<title>L&#8217;ultima lettura</title>
		<link>http://www.pazzoide.com/lultima-lettura.html</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cesar Fathi Fedele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Randy Pausch]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ultima lettura di Randy Pausch. Il discorso di un uomo che sa di dover morire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Nel settembre del 2006 <a title="Randy Pausch - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Randy_Pausch" target="_blank">Randy Pausch</a> è un brillante professore di informatica della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania. Ha una moglie, tre bambini e ama appassionatamente il suo lavoro, i suoi colleghi, i suoi studenti. </span></p>
<p><span>E allora che i medici gli diagnosticano un cancro del pancreas in stadio ormai avanzato. </span></p>
<p><span>Un anno dopo, il 18 settembre del 2007, Pausch tiene la sua ultima lezione pubblica, la &#8220;Last Lecture&#8221;, davanti a un pubblico di quattrocento persone, lasciando ad amici e colleghi il suo ultimo messaggio: &#8220;Realizzate i vostri sogni d&#8217;infanzia&#8221;. </span></p>
<p>Di seguito, il testo della sua ultima lezione.</p>
<p><span>***<br />
</span></p>
<div id="rp1"><strong>Se c&#8217;è un elefante nella stanza, è meglio presentarlo</strong></div>
<p>&#8220;Vi parlerò di una conferenza che ho tenuto a settembre. Nell’Università di Carnegie Mellon, c’è una tradizione accademica chiamata “Last Lecture”: se ipoteticamente sapessi che stai per morire e dovessi tenere un’ultima conferenza, cosa diresti ai tuoi studenti? Per me la cosa non è ipotetica. C&#8217;è un elefante nella stanza: avevo sconfitto un <strong>cancro </strong>al pancreas, ma ora è tornato dopo operazioni, chemioterapia, radiazioni. I medici mi hanno detto che non c’è più niente da fare e che ho solo qualche mese di vita.</p>
<p>Queste sono le mie T.A.C. e mostrano che il cancro pancreatico si è espanso al fegato con una decina di tumori. A me questo non piace. Io ho tre bambini piccoli, sia chiaro: mi fa schifo. Ma non posso fare niente per evitare il fatto che morirò. Sto seguendo i trattamenti medici, ma so benissimo come andrà a finire questo film. E non posso controllare le parti della storia solo movendo le mani.</p>
<p>Se non vi sembro abbastanza triste per la mia situazione, me ne scuso. Ma ho deciso di non essere oggetto di pietà. Infatti anche se sto per morire presto, sono molto forte fisicamente. Probabilmente più forte della maggior parte delle persone che sono in questa sala.</p>
<div id="rp2"><strong>Vivere i sogni dell&#8217;infanzia</strong></div>
<p>Quindi oggi non parleremo della morte, parleremo della <strong>vita </strong>e di come viverla. Nello specifico, di <strong>sogni d’infanzia</strong> e come fare per realizzarli. Posso dire di aver avuto un’infanzia felicissima. Riguardando gli album fotografici devo dire che non sono riuscito a trovare una foto in cui non stessi ridendo. Ho avuto un’infanzia veramente felice. Io sognavo, sognavo sempre. Era un tempo facile per sognare. Quando tu accendi la TV e vedi degli uomini atterrare sulla Luna, tutto è possibile, e non dovremmo mai perdere questo spirito.</p>
<p>Quali erano i miei sogni da bambino?</p>
<p>Giocare nella <strong>NFL</strong>, la Lega Nazionale di Footbal. Questo è uno di quei sogni che ho realizzato. Ed è importante farlo notare perché anche se non riesci a realizzare un sogno, puoi ottenere molto tentando di realizzarlo. C’è un detto che adoro: “L’esperienza è quella che ottieni, quando non ottieni quello che desideri”.<br />
Giocai in una lega per molto tempo. Avevo un grande allenatore, <strong>Jim Gram</strong>. Era un allenatore alla vecchia maniera, e mentre ci allenavamo mi rimproverava per tutto il tempo: Così per tutte le due ore. E alla fine di un allenamento, uno dei suoi assistenti mi disse: &#8220;<em>Coach Gram è molto duro con te!</em>&#8221; io dissi. &#8220;<em>Sì</em>&#8220;. Mi disse: &#8220;<em>Quando fai un lavoro fatto male e nessuno te lo dice, vuol dire che si sono arresi con te; quando qualcuno continua a correggerti per due ore, lo fa perché ci tiene che tu lo faccia meglio</em>&#8220;.</p>
<p>Il prossimo sogno è “<strong>Walt Disney Imagineering</strong>”. Quando avevo otto anni, la mia famiglia mi portò a Disneyland, in California. Fu un’esperienza incredibile: le passeggiate, gli show, le attrazioni. Mi dissi: &#8220;<em>Wow, mi piacerebbe costruire cose del genere quando sarò grande!</em>&#8220;. Così mi laureai e cercai di fare parte del gruppo di persone che crea la magia. Quello che ottenni fu un’amabile lettera di rifiuto. Guardo questa lettera tutt’ora, dà una tale ispirazione! Queste cose passano, lavorai duro e diventai un giovane ingegnere di ricerca visuale nella mia facoltà. Questo sono io. Sviluppai le abilità che erano valide per Disney, e trovai l’opportunità di lavorare lì e far parte del gruppo di immaginaria dove lavorammo nella “Passeggiata sul tappeto magico di Aladino”. Mi portò via più di quindici anni per farlo e moltissimi tentativi. Imparai che quando un <strong>muro </strong>si presenta sul nostro cammino è per una ragione; non è lì per impedirci di fare qualcosa, ma perché noi possiamo mostrare quanto vogliamo quella cosa.</p>
<div id="rp3"><strong>L&#8217;importanza di avere buoni genitori</strong></div>
<p>Quali sogni volete realizzare? Ve ne suggerisco uno: avere <strong>buoni genitori</strong>! Io ho dei grandi genitori. Questa è mia madre nel suo settantesimo compleanno. Io sono quello sulla macchina blu e sono appena stato doppiato. Questo è mio padre nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Viveva sempre con un sentimento di felicità, sempre. La felicità è un sentimento che dovrebbe mai andarsene.</p>
<p>Mio papà: che uomo incredibile! Ha fatto la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>, fece parte della Grande Generazione. Tristemente mio padre è morto un anno fa, e fu quando mia madre frugò nelle sue cose che scoprì che durante la Seconda Guerra Mondiale ricevette una medaglia di bronzo al valore. In cinquant’anni di matrimonio, non la mostrò mai. E’ un grande messaggio di <strong>umiltà </strong>che ho potuto imparare da mio padre.</p>
<p>Ora mia mamma: le madri sono quelle persone che ti amano anche quando le tiri i capelli. Questo è il tipo di relazione che ho avuto con mia madre. E parlando di umiltà, lei era sempre li a mantenere in ordine. Quando mi stavo laureando a scuola, avevo esami veramente duri. E me ne stavo a casa preoccupandomi di quanto dure fossero le prove per il dottorato. Mia madre mi diceva: &#8220;<em>Sappiamo come ti senti. Ricorda solo che alla tua età tuo padre stava combattendo contro i tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale!</em>&#8220;. Il giorno in cui mi laureai era molto orgogliosa, e mia mamma mi presentava a tutti dicendo: &#8220;<em>Questo è mio figlio! È un dottore, ma non di quelli che aiutano la gente&#8221;</em>.</p>
<p>Probabilmente una delle cose più importanti che i miei genitori fecero, fu che mi lasciarono dipingere le pareti della mia camera da letto. Un giorno dissi loro che volevo dipingere le cose sulle pareti e loro dissero: &#8220;<em>Ok</em>!&#8221;. Dipinsi una nave spaziale; vivevamo in un ranch e misi un ascensore per vedere dove mi avrebbe portato; potete vedere che fossi un secchione, misi un’equazione quadratica. Ma la cosa grande fu che me la lasciarono fare. Pensarono che lasciare che io esprimessi la mia creatività fosse più importante di avere una parete pulita. Fui davvero benedetto ad avere genitori che la pensassero così.</p>
<p>I miei genitori mi insegnarono a <strong>rispettare </strong>le persone più delle cose. Quando comprai la mia auto ero molto emozionato, brillava incredibilmente. Questi sono i miei nipoti Christopher e Lara. Ogni mese li portavo via per un week-end per dare respiro a mia sorella e suo marito. E prima di salire sulla mia auto nuova mia sorella continuava a dirgli: &#8220;<em>Questa è l&#8217;auto nuova dello zio Randy. Mi raccomando, non sporcatela, ecc.</em>&#8220;. E loro scoppiarono a ridere, perché nel frattempo io alle sue spalle avevo aperto una lattina e la stavo rovesciando incurante sui sedili posteriori. Lei corse verso di me gridandomi: &#8220;<em>Cosa stai facendo</em>?!&#8221; Le dissi: &#8220;<em>È una &#8216;cosa&#8217;, soltanto una &#8216;cosa&#8217;</em>&#8220;. Ne fui molto orgoglioso perché alla fine della settimana mentre stavamo tornando a casa, mio nipote si sentì male e vomitò tutto sui sedili posteriori della mia auto; e non mi importa quanto valore potesse avere una cosa pulita e brillante, perché non è paragonabile a quanto mi sono sentito bene sapendo di non aver fatto <strong>sentire in colpa</strong> un bambino di otto anni solo perché aveva il raffreddore.</p>
<div id="rp4"><strong>Divertiti e mostra gratitudine</strong></div>
<p>Il prossimo: è meglio che tu decida presto di essere “Tiger” o “Igor”. Tiger è energetico, ottimista, curioso, entusiasta e si diverte; e mai, mai sottovalutare l’importanza di divertirsi! Io sto per morire presto, e ho deciso di <strong>divertirmi </strong>oggi, domani e ogni altro giorno che mi rimane.</p>
<p>Se vuoi realizzare i tuoi sogni, è meglio che giochi <strong>onestamente </strong>con gli altri. Un consiglio che è difficile seguire è dire la verità. Seconda cosa: quando sbagli chiedi scusa! Una buona scusa è formata da tre parti: &#8220;<em>Mi dispiace</em>&#8220;; &#8220;<em>Era colpa mia</em>&#8220;, &#8220;<em>Cosa posso fare per rimediare</em>&#8220;? La maggior parte della gente salta le terza parte; è da questo che puoi capire chi è sincero. L’ultima cosa è che tutti abbiamo persone o cose che non ci piacciono. Io non ho mai incontrato persone che sono totalmente cattive. Se aspetti a sufficienza, ti mostrano il loro lato buono. Non puoi affrettare la cosa, ma puoi essere paziente.</p>
<p>Mostra la gratitudine: quando raggiunsi i dieci anni come membro della facoltà, avevo ragazzi nel mio laboratorio di ricerca e li portai una settimana a <strong>Disneyworld </strong>a mie spese. I miei colleghi mi dissero: &#8220;<em>Ti sarà costato un sacco; perché l’hai fatto?</em>&#8220;. Risposi: &#8220;<em>Questi ragazzi hanno lavorato per me giorno e notti per anni e grazie a loro ho ottenuto il miglior lavoro della mia vita. Quindi, perché non avrei dovuto farlo</em>?&#8221; La <strong>gratitudine </strong>è una cosa molto semplice e potente.</p>
<p>Ultima cosa: non credo che preoccuparsi di tutto risolva veramente i problemi. Questo è Jackie Robinson, il primo giocatore nero della Lega Maggiore, e nel suo contratto c’era scritto che non doveva lamentarsi se la gente gli sputava addosso. Non importa se sei <strong>Jackie Robinson</strong>, o uno come me che ha ancora pochi mesi da vivere. Puoi scegliere se sfruttare il tempo che ti rimane per energia e sforzo, o spenderlo preoccupandoti, o spenderlo giocando il gioco duro che probabilmente ti aiuterebbe di più.</p>
<p>Vi ho detto che questa era una parte della conferenza dell’Università, ed è importante perché ho tenuto questa conferenza. La conferenza non parla soltanto di come raggiungere i sogni d’infanzia. È molto più che questo, è come vivere la tua vita, perché se tu vivi la tua vita nella maniera corretta, i risultati si prenderanno cura di loro da soli. <strong>I sogni verranno da te</strong>. ”Se vivi adeguatamente i sogni verranno da te&#8221;.</p>
<p>Sarebbe bellissimo se qualche persona traesse beneficio da questa conferenza, ma la realtà è che io non ho tenuto questa conferenza per le quattrocento persone venute all’Università. Ho tenuto questa conferenza soltanto per tre persone, perché quando saranno grandi possano vederla. Grazie.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Randy Pausch</em></p>
<p>***</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XpM76yUYoZI&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/XpM76yUYoZI&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>***</p>
<p>Il 25 luglio 2008 Randy Pausch è morto.</p>
<p><span>Da quel giorno, milioni di persone hanno visto su internet la sua &#8220;ultima lezione&#8221;. Oggi quel testo, ampliato e arricchito, diventa un <a title="IBS" href="http://www.ibs.it/code/9788817031097/pausch-randy/ultima-lezione-vita.html" target="_blank">libro</a> capace di parlare al cuore di ciascuno di noi.</span></p>
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		<title>L&#8217;equivoco di fondo</title>
		<link>http://www.pazzoide.com/lequivoco-di-fondo.html</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 15:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Tedeschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ultimo eroe ucciso dai Mafiosi-Politici-Mafiosi. Borsellino "parla", ma non dice tutto quello che vorrebbe...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;equivoco su cui spesso si gioca è questo, si dice: quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con l&#8217;organizzazione mafiosa, però la magistratura non l&#8217;ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto.</p>
<p>Eh no! Questo discorso non va perchè la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Può dire che ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire che quest&#8217;uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioè i consigli comunali, o quello che sia, dovevano già trarre le dovute conseguenze da queste vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.</p>
<p>Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza. Si dice: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto&#8230; ma dimmi un poco&#8230; tu non ne conosci gente disonesta che non è mai stata condannata perchè non ci sono le prove per condannarla? C&#8217;è il forte sospetto che dovrebbe, quanto meno, indurre i partiti a fare grossa pulizia, a non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi e fatti inquientanti&#8230;</p>
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		<title>Bocciare, bocciare, bocciare</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 15:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Tedeschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Per me bocciare un ragazzino è come sparare sulla Croce Rossa. È un autogol. Figurarsi cosa posso pensare di chi è felice se i bocciati aumentano perché così ci sarebbe più rigore. C'è niente di più misero?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo dico subito: per me bocciare un ragazzino – che è ancora all&#8217;interno di un processo di apprendimento – è come sparare sulla Croce Rossa. È un autogol. È come dichiarare che si è fallito. Figurarsi cosa posso pensare di chi è felice se i bocciati aumentano perché così ci sarebbe più rigore! C&#8217;è niente di più misero? Eppure da un po&#8217; di tempo, anche a scuola, il vento è cambiato.</p>
<p>Andiamo con ordine. Estate. Invece di mandare in vacanza la sua bocca, il ministro Gelmini si dedica al suo sport preferito: cavalcare per l&#8217;ennesima volta la parola &#8220;meritocrazia&#8221;. Come si fa infatti, dopo aver tagliato selvaggiamente fondi e docenti della scuola pubblica, a tentare di giustificarne un finto miglioramento? Semplice: prendendosela con i ragazzi. Punendoli. E, indirettamente, con le loro famiglie, con i docenti, con se stessi. In una parola: bocciando.</p>
<p>Come dimostrano tutte le vicende di Papi-Berlusconi con le sue veline, il Governo in carica non è minimamente interessato né alla democrazia né alla meritocrazia. Eppure nel Paese dei Balocchi di un premier-Pinocchio, la fatina Turchina – scusate, la fatina Gelmini, – seguendo l&#8217;esempio di Mangiafuoco Brunetta, continua a raccontarci la favola bella – e che ancora illude tanti italiani, troppi – di una meritocrazia che tutto dovrebbe salvare. Fuori e, quel che è peggio, anche dentro alla scuola pubblica.</p>
<p>L&#8217;occasione retorica? I recenti dati sull&#8217;aumento del numero dei bocciati nella scuola pubblica italiana – i dati delle private e dei vari corsi a pagamento naturalmente non fanno testo, lì i diplomi hanno un prezzo. Possiamo parlare di un record: 15000 bocciati. Alle superiori oltre il 3% in più rispetto allo scorso anno scolastico (erano il 2,5%). Il maggior numero negli istituti professionali, dove il 23% degli studenti non passa all&#8217;anno successivo. Seguono gli istituti tecnici con il 16,3% e gli artistici con il 16%. I più bravi sono i ragazzi del liceo classico (ma va?), seguiti da quelli del liceo scientifico e linguistico.</p>
<p>E per chi non è stato bocciato, la parola d&#8217;ordine resta una: recuperare. Sono infatti 30 mila gli studenti in più (sospesi) che hanno riportato almeno una insufficienza. E dovranno, quindi, recuperare entro l&#8217;inizio del prossimo anno scolastico il &#8220;debito formativo&#8221; (e fa un po&#8217; ridere questa parola, &#8220;debito&#8221;, in bocca a chi ha solo saputo &#8220;tagliare&#8221;. E alle medie? Stessa musica: 12 mila respinti in più, un vero record. E magari quest&#8217;altro anno, se siamo fortunati, si migliora ancora e si fa una bella strage di innocenti modello Erode anche negli asili e nelle scuole elementari.</p>
<p>Beh, di fronte a questi dati catastrofici, che fa la fata Gelmini? Un minimo di autocritica? Qualche dubbio? Neppure per sogno! Anzi, per lei questi sono numeri magici che si prestano a imbambolare mamme e papà italiani con nuove e raggianti frasi di propaganda per la scuola del Paese dei Balocchi. &#8220;Una scuola che promuove tutti è una scuola che non fa il bene del ragazzo&#8221;, commenta visibilmente soddisfatta la fatina. E aggiunge: &#8220;Non fa mai piacere quando il ragazzo viene bocciato, ma la scuola deve assumere il compito di educare e anche segnalare quando ci sono delle lacune. Bisogna quindi premiare chi si impegna durante l&#8217;anno. Perchè ci deve essere una differenza tra chi si dedica allo studio e chi invece no&#8221;.</p>
<p>Sono parole così ovvie che a prima vista potrebbero apparire sensate. Non lo sono. Chi è bocciato è un asino: questo sostiene la finta fatina. Troppo poco per un Ministro all&#8217;Istruzione di una scuola pubblica. E chi fa propaganda sulle bocciature? Non è un asino ma un eroe? Ma non scherziamo! La verità è che le bocciature sono la classica foglia di fico che evidenzia le vergogne della riforma Gelmini.</p>
<p>Non potendo conciliare qualità dell&#8217;insegnamento con i tagli selvaggi, la finta-fatina fa retorica d&#8217;accatto senza ritegno. La meritocrazia è solo un riflesso condizionato di un&#8217;impostazione di società e di scuola tipicamente economicista: lo Stato-Azienda, la Scuola-Azienda. La formulazione è lapalissiana: dare più soldi e prestigio a chi lavora meglio, darne meno a chi lavora peggio. Crea consenso, certo. Tutti sono d&#8217;accordo. Finché riguarda gli altri. Quando poi si inizia a indagare su cosa sia il meglio o il peggio, soprattutto nella scuola, le cose si complicano.</p>
<p>Prendiamo i docenti. Don Milani, Loris Malaguzzi o Gianni Rodari, oggi, sarebbero considerati studenti o docenti meritevoli? O, piuttosto, facinorosi? Insomma, patetiche rassicurazioni della Gelmini a parte, le domande su una scuola italiana sempre più tartassata rimangono. Sempre più drammatiche e urgenti. Soprattutto quelle riguardo alla qualità, sempre più scadente. E alle difficoltà sempre più grandi, sia per chi sta da una parte e sia per chi sta dall&#8217;altra parte della cattedra.</p>
<p>Per esempio, quante volte un docente riuscirà a fare il giro delle interrogazioni con più di 30 alunni in una classe? Risolvere tutto con i quiz come accade con l&#8217;Invalsi? Optare per una Maturità a punti come con la patente? E se i nostri figli non imparano ad esporre le loro argomentazioni? A parlare in pubblico? Con tutti i tagli di personale della scuola pubblica Gelmini come conta di garantire la continuità didattica? I tagli sono per caso un regalo alle scuole private che avranno manodopera a basso costo?</p>
<p>Ormai lo sappiamo: la finta fatina Gelmini, quando parla di qualità della scuola, ha in mente solo un modo per tenere in riga gli studenti con bocciature e voti in condotta – come fossero tanti soldatini, tante bamboline. Non vi ricorda nessuno?</p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>Fonte</strong>:</p>
<p>L&#8217;articolo pubblicato <a title="Il Primo Amore" href="http://www.ilprimoamore.com/testo_1526.html" target="_blank">qui</a> è stato scritto da Giuseppe Caliceti.</p>
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